Domani giornata di mobilitazione in solidarietà con il popolo curdo. Presidi dalle ore 7.45 alle ore 9 di fronte alla stazione di Arezzo e nel pomeriggio, con inizio alle ore 18, in piazza Sant’Agostino ad Arezzo. L’iniziativa è delle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil con l’adesione, finora, di Circolo Eureko, Circolo Baobab, Centro Culturale contro le discriminazioni Onda d’urto, Anpi Provinciale di Arezzo, Africa Amica, Partito della Rifondazione Comunista, Federazione degli Studenti, Partito Democratico Arezzo, Chimera Arcobaleno Comitato Arcigay Arezzo, Oxfam Italia Intercultura.
“Quanto sta accadendo al popolo Curdo in Siria è un’orrenda vergogna – si legge nel documento alla base delle iniziative di domani. Deve scuotere gli animi di ognuno di noi perché è un conflitto verso una popolazione civile già lungamente martoriata dove, tra l’altro, il suo esercito di donne e uomini ha dovuto fare i conti con l’Isis pagando un ingente prezzo di sangue. Oltre 250.000 vittime – in gran parte civili – è a loro costata la violenta offensiva del sedicente stato islamico. La decisione del Presidente della Turchia Erdogan di attaccare di nuovo la Siria di Bashar Assad con lo scopo di liberare l’area dai curdi, ha avuto sostanzialmente il via libera dal Presidente USA Donald Trump, che ha così voltato le spalle ai combattenti che hanno guidato la resistenza contro i fondamentalisti islamici. In tutto questo il silenzio dell’Europa, che fino ad oggi ha stretto un accordo con la Turchia, chiudendo un occhio sulla più che discutibile guida politica del Presidente Erdogan, in totale contrapposizione con i principi di difesa dei diritti umani cui tutti i valori europei sono ispirati, pagando 6 miliardi di euro per il mantenimento dei campi profughi degli esuli siriani. E l’Europa tace anche di fronte alla minaccia di Erdogan di inviare i profughi verso l’Europa. In questo tremendo quadro risplende il sempre “raggiante” mercato delle armi, dove ricordiamo che pure parte del mercato italiano ci fa affari. Dalle guerre nasce da sempre ricchezza per i pochi che la promuovono e miseria, sofferenza, terrore per la maggioranza dei popoli, costretta poi alla disperata fuga per, a sua volta da migranti, subire nuove ostilità dai paesi ove si cerca riparo“.
Cgil, Cisl e Uil esprimono poi “la preoccupazione dei lavoratori italiani di fronte all’aggravamento della crisi che già determina ulteriori perdite di vite umane e potrebbe destabilizzare completamente gli equilibri politici internazionali, facendo appello alla Comunità internazionale perché si fermi immediatamente la deriva militare e si apra una conferenza che affidi alla diplomazia la soluzione di tutti i problemi tuttora aperti nella regione“.
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